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Rivolta delle pizzerie: inutile e antieconomica l’ordinanza di De Luca sulla riaperture.

Fino all'Ordinanza di ieri la Campania era l'unica regione in Italia a imporre un divieto totale anche al cibo a domicilio. Come riporta il Mattino di oggi

, dal 27 aprile, lunedì prossimo, pizzerie e ristoranti riapriranno ma potranno soltanto consegnare a domicilio. E alcune pizzerie a Napoli sono in rivolta perché i costi sarebbero superiori agli incassi. In primis Gino Sorbillo, che tramite i suoi social ha annunciato che il 27 aprile non riaprirà e ragionerà sul da farsi con altri ristoratori. E tra questi c'è anche Paolo Pagnani, titolare della pizzeria Brandi: "Senza lo sblocco del take away, che non è previsto dall’ordinanza, il delivery non lo riprenderemo almeno fino al 4 maggio. Il delivery è utile a seconda della tipologia di ristorante. Chi operava già con la consegna a domicilio trarrà giovamento dall’ordinanza, ma noi di solito facciamo asporto al banco e consegne nelle zone circostanti al locale. Affidarci oggi a una piattaforma ci costerebbe il 35% Iva esclusa su ogni ordinazione. Un costo alto.

Il delivery sarebbe appetibile per noi con il take away, che consentirebbe ai clienti di venire a prendere la pizza in negozio, in questo modo potremo dare respiro ai nostri dipendenti, che tra l’altro non hanno ricevuto ancora la cassa integrazione. Preferiamo aspettare ancora qualche settimana e organizzare una riapertura vera e propria".

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